Stignano

Visita Stignano insieme a noi per rivivere la sua storia, scolpita nel suo impianto urbano e nelle abitudini dei suoi abitanti; e per rimanere stregato da scenari naturalistici mozzafiato e dagli antichi sapori della cucina mediterranea.

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Il fascino e il calore della terra di Calabria a volte si nascondono anche dietro delle storie mai raccontate fino in fondo. È il caso di Stignano, il borgo che sorge in provincia di Reggio Calabria e domina la costa ionica dall’alto di uno sperone roccioso, a 340 metri sul livello del mare.

Finora è stato accertato che il sito su cui si estende l’abitato risale al secondo periodo dell'era terziaria o cenozoica, ma aleggia ancora un fitto mistero intorno all’origine della cittadina, le cui sorti, in epoca medievale, sono state saldamente legate al vicino borgo di Stilo. Proprio questo legame, fa pensare che anche la storia di Stignano possa essere intrecciata alla vicenda della distruzione dell’antica colonia magno greca di Kaulon.

Ad ogni modo, le caratteristiche strutturali del borgo sono di tipo medievale e questo contribuisce a donargli grande fascino, insieme alle splendide costruzioni settecentesche, che impreziosiscono ulteriormente lo scenario. In epoca medievale, le vicende di Stignano sono quelle di un borgo molto ambito, facente parte dei numerosi casali dominati dalla contea di Stilo. Questa aveva il controllo amministrativo dei feudi, i quali possedevano però, una propria autonomia, con un proprio parlamento e con leggi proprie. Stignano ottenne l’indipendenza vera e propria solo nel 1811, quando il nuovo ordinamento amministrativo stabilito dal governo francese faceva di esso un Comune autonomo.

Curiosa è la contesa tra Stignano Stilo sul fatto di aver dato i natali a Tommaso Campanella. Un altro filone misterioso in cui ognuno dice la sua e ancora non si è stabilita una verità assoluta.

Visitare Stignano significa rivivere la sua antica storia, che è rimasta scolpita nel suo suggestivo impianto urbano e anche nelle abitudini ancestrali dei suoi abitanti; significa rimanere stregati da scenari naturalistici mozzafiato e dagli antichi sapori della cucina mediterranea.

Numerosi sono i monumenti storici e gli edifici di interesse. Tra di essi segnaliamo la suggestiva Villa Caristo, di epoca settecentesca e unico esempio di arte barocca in Calabria.

La leggenda racconta che quest’abitazione signorile, luogo di grande fascino ed eleganza, sorge sulle rovine di un’antica villa romana che apparteneva al patrizio Stenius (denominazione da cui, secondo alcune ipotesi, deriverebbe anche il nome della cittadina). Ancora non si conosce, con assoluta certezza, l’identità dell’architetto che progettò e realizzò la villa e lo straordinario parco circostante, che ricordano per eleganza e ricchezza ornamentale le ville vesuviane. Somiglianza che porta ad attribuire Villa Caristo ai discepoli del Vanvitelli, del Sanfelice o del Vaccaro, che avrebbero creato questo luogo magico, influenzati dal fervore napoletano del periodo borbonico.

Fra i particolari architettonici ed ornamentali che colpiscono immediatamente ci sono l’incantevole Fontana dei delfini, posta in fondo al belvedere e la particolarissima scala a “tenaglia” che abbellisce la facciata dell’edificio. Inoltre, ai piedi della scala, troviamo un monumento unico in Italia e nel mondo, ovvero il gruppo marmoreo raffigurante Tancredi che battezza Clorinda morente, scena ispirata alla Gerusalemme Liberata del Tasso (canto XII).

Villa Caristo rappresenta un esempio unico in Calabria. Non a caso, il celebre critico d’arte Frangipane la definì “la più bella e architettonica della regione, degna dei dintorni di Napoli, come di Torino settecentesca e di Catania barocca”. Inoltre, nel 1984 l’elegante residenza è stata scelta per far parte, insieme ad altri sontuosi palazzi, della serie filatelica “Le ville d’Italia”, emessa da Poste Italiane.

Tra le opere architettoniche di grande valore storico di Stignano, segnaliamo anche il Castello di S. Fili, risalente al 1500 circa. La struttura si compone essenzialmente di una torre cilindrica, che aveva funzione di guardia e avvistamento contro le invasioni dei saraceni, poi trasformata dai feudatari in residenza. Nel 1996 Legambiente ha inserito il Castello di San Fili nella lista dei monumenti da preservare.

Tra i monumenti di carattere religioso, segnaliamo soprattutto il seicentesco convento di S. Antonio e la chiesetta abbandonata risalente al 1756 che ospita al suo interno la statua della Madonna dell’Immacolata, che viene portata in processione l’8 dicembre.

di Angela Rubino | 11 settembre 2016

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